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Ingiustizia è Fatta

6 months ago 66

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che adotta il Piano di Pace degli Stati Uniti per Gaza, fornendo un mandato legale alla Amministrazione Trump. Il Piano prevede l’intervento di una “Forza Internazionale di Stabilizzazione,” composta da 20.000 soldati, per governare Gaza. Prevede anche la creazione di un “Consiglio di Pace” per supervisionare il “Piano di Pace”, senza però chiarirne la composizione.  È una importante vittoria diplomatica per l’Amministrazione Trump.  La Risoluzione è stata approvata con 13 voti a favore e zero contrari.  Russia e Cina, che avrebbero potuto porre il veto, si sono astenute, chiaramente influenzate dal sostegno alla Risoluzione da parte di una serie di nazioni arabe e musulmane, attualmente nel Consiglio di Sicurezza, tra cui quattro – Egitto, Indonesia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti – che fanno parte del BRICS.  Russia e Cina, nel motivare l’astensione, hanno criticato il Piano, soprattutto perché non rispetta il principio dei “due Stati, due popoli” ignorando la sovranità palestinese.

In Israele è già stata aperta una base operativa, gestita dal Pentagono, che “pianifica il futuro di Gaza.” Qui sono riuniti centinaia di militari statunitensi e israeliani, affiancati da militari provenienti da tutta Europa e da lontani paesi come Singapore, ufficiali di servizi segreti arabi, diplomatici e operatori umanitari stranieri.  Manca però ina presenza fondamentale, quella palestinese, mentre prosegue il genocidio del popolo palestinese. Ignorato nel “Piano di Pace” di Trump il Territorio palestinese della Cisgiordania, ormai quasi totalmente controllato da Israele, i cui soldati e coloni attaccano gli abitanti palestinesi in modi sempre più violenti.  Contemporaneamente Israele, grazie al sostegno statunitense, continua impunemente a bombardare il Libano, lo Yemen e altri paesi della regione. 

Mentre in Medio Oriente è impegnata nel “Piano di Pace” per Gaza, in Europa l’Amministrazione Trump lancia il “Piano di Pace” per l’Ucraina.   Secondo fonti giornalistiche che ne hanno preso visione, il Piano prevede che l’Ucraina ceda alla Federazione Russa le regioni (storicamente e culturalmente russe) della Crimea (già rientrata con un regolare referendum nella Federazione Russa) e del Donbass.   Il Piano prevede inoltre che l’Ucraina non entri nella NATO e riduca le sue forze armate. In cambio “la Russia deve sancire per legge che non aggredirà l’Ucraina o la NATO”, formula che ribalta la realtà poiché è stata la NATO sotto comando USA ad avviare, con il colpo di stato in Ucraina nel 2014, la reazione a catena di eventi che ha portato alla guerra. Il Piano prevede un patto di non-aggressione tra Russia, Ucraina e Unione Europea, così che “tutte le ambiguità degli ultimi 30 anni saranno risolte”.  

Nel “patto di non-aggressione” non compare però la NATO. Si cancella in tal modo la Storia: dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia e la disgregazione dell’URSS, la NATO sotto comando USA si era impegnata a “non allargarsi di un solo pollice ad Est”, mentre invece si è allargata da 16 a 32 membri sempre più ad Est a ridosso della Russia con le proprie basi e armi nucleari.  Sempre secondo il Piano USA, una volta realizzato il “patto di non-aggressione tra Russia, Ucraina e Unione Europea”, cacciabombardieri europei a capacità nucleare sarebbero permanentemente dislocati in Polonia “a protezione dell’Ucraina”. Tramite la NATO essi sarebbero sotto comando USA e armati di bombe nucleari statunitensi.  In tal modo i paesi europei della NATO, a partire dall’Italia, resterebbero in prima linea contro la Russia. Sarebbero quindi costretti ad accrescere ulteriormente le proprie spese militari. Il Piano USA prevede inoltre un “Fondo di Sviluppo per l’Ucraina”.  Gli Stati Uniti coopereranno per ricostruire, modernizzare e gestire congiuntamente in Ucraina le infrastrutture del gas. Saranno a tale scopo investiti 100 miliardi di dollari di asset russi congelati e Washington riceverà il 50% dei profitti derivanti da questi investimenti. L’Unione Europea vi aggiungerà altri 00 miliardi di dollari e la parte rimanente dei fondi russi congelati sarà investita in un accordo separato tra Stati Uniti e Russia.

Manlio Dinucci

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